Pioniere della scena techno di Detroit, Carl Craig è un
autentico genio artistico, un musicista capace di esprimere col suono
lo spirito del nostro tempo. La sua immaginazione e la sua tecnica sono
senza pari nel panorama dell’elettronica contemporanea: secondo la
migliore scuola afro-americana, Craig è un instancabile sperimentatore
fin dal 1989, quando inizia a collaborare col grande vecchio di
Detroit, Derrick May sviluppando un suo personale approccio sonoro,
profondo e visionario. All'inizio Carl si nasconde dietro enigmatiche
sigle (Psyche, 69, Paperclip People), poi le produzioni escono a suo
nome, dimostrando i diversi stimoli artistici che si intrecciano nel
suo modo di fare musica. Dalla techno più minimalista alle colonne
sonore di Ennio Morricone, dal funk cibernetico al soul-jazz, ciò che
resta costante per Craig è la qualità. Nel 1995, esce l’album
“Landcruising” per la label inglese Blanco Y Negro, seguito
poi dal formidabile “More Songs About Food And Revolutionary Art”
(1997, edito dalla Planet E, l'etichetta personale di Craig). Ma c'è
anche un'altra strada da seguire nel percorso artistico di Craig: la
Innerzone Orchestra, con cui raduna attorno a sé le forze creative di
Richie Hawtin (aka Plastikman), Matt Chicoine (Aka Recloose) e dei
jazzisti Paul Randolph, Francisco Mora e Craig Taborn, un ambizioso
progetto sonoro che culmina nel sublime album “Programmed”, uscito nel
1999 per la Talkin' Loud di Gilles Peterson, un disco che mette insieme
i digi-panorami abituali di Craig con il soffio del soul e degli
strumenti acustici. Craig firma inoltre numerosi remix, veri e propri
capolavori, per Depeche Mode, Tori Amos, The Orb, Cesaria Evora,
Beanfield, Hugh Masekela. La recentissima pubblicazione della
compilation da lui curata per la collana Fabric, giunta al
venticinquesimo capitolo, offre l’ennesima testimonianza del suo gusto
raffinato e trasversale: dall’hip-hop degli Ying Yang Twins al suono
deep di Kerri Chandler, dalla garage house di Blaze al tech-funk di
Kenny Larkin, la sua visione musicale è sempre lucida ed
incredibilmente affascinante.














